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I vigneti di Tinazzi in Puglia in estate.
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Il Primitivo di Manduria “longevo”, i Piwi e la sinergia con il territorio. In Puglia Tinazzi mette a punto il suo modello di vino moderno
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Virtù Quotidiane
Riassunto
Tinazzi è una cantina con attività in Veneto e in Puglia. Il capitolo pugliese è iniziato nel 2000, quando Gian Andrea Tinazzi – oggi 76 anni – ha acquistato i primi cinque ettari vicino a Carosino dopo aver intravisto il potenziale del vino del Salento che altri ignoravano. All'epoca le uve Primitivo costavano tra i 15 e i 18 centesimi al chilogrammo; oggi raggiungono circa 1,40 €. La tenuta si estende per 35 ettari tra Carosino e San Giorgio Ionico, e fino al 2021 la produzione aveva raggiunto un milione di bottiglie l'anno, senza contare lo sfuso. Il pezzo è un'intervista approfondita con Tinazzi. Il progetto di punta è Longevitis, lanciato nel 2023: un metodo che utilizza lieviti selezionati e il riutilizzo delle bucce d'uva per aumentare gli antiossidanti naturali estratti dai semi delle uve di Vitis vinifera – Primitivo in Puglia, Corvina in Veneto – per rallentare l'ossidazione e prolungare la vita in bottiglia di ciò che altrimenti sarebbe scarto di pressatura.La parte PIWI della storia è più ridotta di quanto il titolo suggerisca. Dopo aver condotto prove simili in Veneto, Tinazzi ha piantato 2.500 metri quadrati di viti PIWI bianche e rosse – tra cui Souvignier Gris e Prior – a Carosino con il sostegno della regione. Il progetto è in una fase sperimentale triennale prima che i vini possano essere commercializzati. L'intervista tocca anche un cambio di rotta verso rosati e bianchi, il rifiuto categorico di abbassare i gradi alcolici perché ciò snaturerebbe il Primitivo, e il ricorso a blend ad hoc per ammorbidire il vino in risposta ai gusti che cambiano. Le esportazioni si attestano intorno all'85 % verso USA, Russia, Giappone, Vietnam e mercati asiatici più ampi. Una masseria nella tenuta Feudo Croce è in fase di sviluppo come destinazione del patrimonio culturale: la ristrutturazione ha portato alla luce resti di antiche civiltà, tra cui ceramiche, ora in fase di catalogazione con la Soprintendenza per l'esposizione all'interno della struttura. L'azienda sostiene inoltre la conservazione dei delfini nel golfo di Taranto attraverso l'associazione Jonian Dolphin Conservation.