Irresistibile Piwi Wine Festival: la crociata italiana dei vitigni resistenti giunge alla sua terza edizione

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Il primo piwi wine festival italiano alla scoperta dei vitigni resistenti (piwi)
Resistenza in bottiglia sul Lago di Garda.
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Il primo piwi wine festival italiano alla scoperta dei vitigni resistenti (piwi)
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Data di pubblicazione
Editore
Irresistibile s.a.s.

Riassunto

Irresistibile Piwi è il primo e, ad oggi, unico festival del vino in Italia interamente dedicato ai vitigni resistenti ai funghi — i cosiddetti Piwi, dal tedesco Pilzwiderstandsfähige Rebsorten. Lanciato nel 2024 e giunto alla sua terza edizione, l'evento si svolge il 26–27 aprile 2026 presso la Dogana Veneta di Lazise (Verona), un edificio doganale veneziano del XIV secolo sul Lago di Garda. Organizzato dagli enologi Luca De Palma, attivo in Ticino presso Chiericati Vini, e Igor Bonvento, consulente viticolo veronese certificato Biodiversity Friend e impegnato con le varietà Piwi dal 2009, il festival riunisce oltre 60 produttori, più di 180 etichette, masterclass, degustazioni di microvinificazioni sperimentali, showcase di miglioramento genetico e un congresso scientifico formale. L'ingresso è gratuito; un kit di degustazione a pagamento è facoltativo.

Il contesto è rilevante. Il Testo Unico del Vino italiano (Legge 238/2016) limita i vitigni Piwi ai vini di livello IGT, nonostante l'UE ne abbia autorizzato l'uso nelle denominazioni DOP nel dicembre 2021. Sette regioni italiane — Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo — ne hanno autorizzato la coltivazione. I dati CREA citati dall'OIV stimano la superficie vitata a circa 3.600 ettari al 2025, quasi il doppio rispetto ai 2.000 ettari del 2022. Il solo Veneto conta 630 ettari e 94 produttori. Il festival funge anche da punto di pressione politica, con il suo congresso che affronta la riforma normativa, il "modello francese" di sperimentazione nelle denominazioni controllate e la resistenza istituzionale che blocca una più ampia adozione. Un sottotraccia significativo su cui gli organizzatori non si soffermano: ricerche recenti mostrano che il 48% dei produttori Piwi segnala già gravi difficoltà nella vendita dei propri vini.

Il nostro commento

Irresistibile Piwi non è semplicemente una fiera commerciale; è un argomento vestito da calici di vino. L'affermazione degli organizzatori secondo cui lo scetticismo verso i Piwi è già "svanito" è advocacy, non un dato di fatto — e i dati di mercato li smentiscono direttamente. Quasi la metà dei produttori Piwi italiani non riesce a vendere ciò che coltiva. I consorzi dominanti in Italia, in particolare quelli ancorati a identità monovitigno costruite sulla genetica pura di Vitis vinifera, non hanno intenzione di diluire il proprio marchio con ibridi interspecifici, e hanno legge e precedenti di mercato fermamente dalla loro parte. Il festival è un evento di lobbying ben organizzato che scambia l'entusiasmo per evidenza.

Informazioni sull'editore

Irresistibile Piwi è un contenuto promozionale autoprodotto da Irresistibile S.A.S., la società privata di proprietà e gestita da De Palma e Bonvento. Non esiste indipendenza editoriale. De Palma dichiara apertamente sul sito di considerare la viticoltura biologica come "ipocrita" e la rigidità istituzionale come un ostacolo — posizioni legittime ma che squalificano qualsiasi pretesa di informazione neutrale. I media partner del festival sono testate specializzate nell'advocacy Piwi. Ogni pagina è promozione organizzata.